Igiene Ambientale Management

| VIA FONDO AUSA N.16, 47891 DOGANA (RSM)

L’olio vegetale esausto non un rifiuto, ma una fonte di energia recuperabile

Ogni anno in Italia vengono immessi al consumo 1.400.000 tonnellate di oli alimentari sia direttamente che presenti in altri alimenti per un consumo medio pro capite di circa 25Kg (Fonte Ministero della Sanità), da qui la necessità di trattare e recuperare correttamente questo tipo di rifiuto.
L’olio vegetale e di frittura diviene un rifiuto quando a seguito di frittura o surriscaldamento l’olio subisce un processo di ossidazione assorbendo le sostanze inquinanti della carbonizzazione dei residui dei cibi in esso cotti o fritti, da qui il termine esausto ovvero non più utilizzabile a causa della perdita delle sue principali caratteristiche organolettiche.

olio-1

Per quanto sia un gesto doveroso quello del recupero dell’olio vegetale esausto non è del tutto scontato in quanto questo scarto per quanto possa sembrare apparentemente innocuo e di derivazione vegetale può causare ingenti danni sia all’ecosistema che alle persone se disperso nell’ambiente e non smaltito correttamente. Infatti se questo tipo di olio viene riversato nello scarico del nostro lavandino può risultare molto pericoloso perché le particelle che lo compongono sono solo in piccola parte facilmente biodegradabili ed una volta che gli scarichi giungono ad un impianto di depurazione causano gravi danni all’impianto ed aumentano i costi di gestione dello stesso, infine giungendo a mare o nelle falde acquifere precludono la qualità dell’acqua per pesci ed alghe impoverendo di ossigeno l’acqua.

Gli oli esausti in realtà non dovrebbero infatti essere considerati come un rifiuto da smaltire bensì come una importante risorsa energetica da sfruttare, infatti tramite un processo chimico chiamato “rigenerazione” gli oli vegetali possono essere trasformati in lubrificanti, saponi, tensioattivi e biodiesel.
Basti pensare che mediante 100 kg di olio esausto si possono ricavare circa 65 kg di olio lubrificante base rigenerato (circa il 25% del mercato complessivo degli oli base lubrificanti è costituito da basi rigenerate) e 20/25 grammi di biodiesel o bitume. Solamente se la qualità dell’olio è veramente scarsa o contaminata da agenti esterni l’olio verrà eliminato tramite un processo di termodistruzione, a tal fine è sempre opportuno non miscelare l’olio vegetale ad altri oli in particolare all’olio minerale per motori e lubrificazione che compromettendone la qualità ne renderebbe vano il suo processo di recupero e lo destinerebbe a termodistruzione.

La prima fase nel processo di rigenerazione è chiamata “grigliatura” che tramite setacci via via sempre più fini ha la funzione di separare meccanicamente le parti solide da quelle fluide dell’olio che verranno poi trattate separatamente.
Successivamente l’olio residuo viene portato ad una temperatura di circa 70/75 gradi per renderlo più fluido e poterlo convogliare a speciali centrifughe che lo separano da eventuali particelle d’acqua; mentre le acque reflue derivanti dal trattamento vengono inviate al depuratore all’olio residuo vengono aggiunti appositi additivi per micro filtrare le particelle carboniose.
In fine l’olio viene portato ad alte temperature per depurarlo da eventuali acidi volatili causa principale del cattivo odore del prodotto di risulta. Il prodotto derivante da questo processo può essere riutilizzato come sopra accennato o anche, a seguito di controlli adeguati, come ingrediente nella mangimistica animale.
Non recuperare correttamente olio vegetale corrisponde ad inquinare falde acquifere e specchi d’acqua creando un vero e proprio danno ambientale infatti un solo litro d’olio è in grado di formare una pellicola inquinante che sovrastando gli specchi d’acqua va ad impoverire d’ossigeno tutto l’ecosistema sottostante.

Ogni litro d’olio sversato in ambiente può potenzialmente inquinare fino ad un milione di litri di acqua potabile.
Nell’ottica di migliorare la qualità dei propri servizi ecologici dedicati al cittadino la Repubblica di San Marino si è attrezzata da diversi anni alla raccolta differenziata di questo tipo di olio creando apposite isole ecologiche distribuite su tutta la repubblica, accedendo tramite al link riportato in calce si può accedere alla mappa della distribuzione dei contenitori predisposta da AASS per verificare se sia presente un contenitore vicino alla nostra abitazione.

http://www.aass.sm/site/home/ambiente/rifiuti-solidi-urbani/olii-di-frittura-esausti/pics.50000106.50000009.1.6.html

Trattiamo bene la terra sui cui viviamo essa non ci è stata donata dai nostri padri ma ci è stata prestata dai nostri figli.
Cit. Proverbio Masai

Nessun commento ancora

Lascia un commento