Igiene Ambientale Management

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OLIO DI PALMA: E’ DAVVERO PERICOLOSO PER LA SALUTE E L’AMBIENTE?

Benché questa rubrica non tratti argomenti di tipo alimentare/nutrizionale, proviamo ad analizzare sotto l’aspetto ambientale e salutistico questo prodotto alimentare tanto demonizzato, l’olio di palma.

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L’olio di palma altro non è che un grasso vegetale derivante dalla spremitura della polpa del frutto della palma da olio. A seguito di questo processo, l’olio grezzo in stato solido viene raffinato con processi industriali per renderlo inodore, incolore e allo stato fluido. L’insieme di questi processi riducono notevolmente le proprietà benefiche possedute dal composto all’origine (Vitamina E e Carotenoidi). Oltre all’olio di palma ottenuto dalla polpa del frutto, viene comunemente spremuto per il costo basso e l’alta resa anche il nocciolo e il seme della palma, dando origine all’olio di Palmisto, con caratteristiche organolettiche nettamente inferiori.

Originaria del continente africano, la palma “Elaeis guineensis” viene ora coltivata in tutto il pianeta. La particolare peculiarità di questo prodotto è quello di non irrancidire facilmente e non deteriorarsi, dimostrandosi così molto versatile nella produzione alimentare. Frollini, prodotti secchi, creme spalmabili e prodotti di pasticceria industriale ne sono un esempio. Quest’olio è particolarmente indicato per i prodotti che devono conservarsi a luce battente e temperatura ambiente e, per le sue caratteristiche chimiche, dona inoltre consistenza, friabilità e croccantezza agli alimenti. I prodotti alimentari a base di olio di palma risultano più stabili e meno deperibili rispetto a quelli prodotti con altri olii. Nel giro di pochi anni l’olio di palma ha sostituito parzialmente gli altri olii vegetali “parzialmente” idrogenati, ritenuti più dannosi per la salute, aumentando esponenzialmente le superfici dedicate alla coltura della palma da olio.

L’olio di palma è un prodotto ricco di grassi saturi, ma in realtà pochi sanno che, rispetto ad esempio al burro, alla margarina e allo strutto, ne possiede di meno. I grassi saturi aumentano la concentrazione di colesterolo e trigliceridi nel sangue, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e l’incidenza dell’obesità.

L’olio di palma grezzo non rappresenta di per sé un grosso rischio per la salute, il cuore e le arterie anzi – come detto – sono ricchi di vitamina E e carotenoidi. Purtroppo però quello che viene utilizzato dalle industrie alimentari è il suo equivalente raffinato che, come già anticipato, ha perso quasi tutte le sue proprietà. Per quanto riguarda la cancerogenicità invece, non esiste al momento alcuno studio che comprovi la correlazione diretta tra olio di palma e tumore.

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A causa del suo costo ridotto e la crescente domanda dei mercati, le aziende alimentari hanno implementato la sua coltivazione. Questo importante fattore rappresenta un pericolo reale per l’ecosistema perché molte foreste del sud est asiatico sono minacciate dalla deforestazione per far spazio alle piantagioni di palma. Vengono distrutti così gli habitat di molti animali fra cui l’Orango. Inoltre i costanti incendi appiccati nelle aree pluviali per far spazio alla colture, stanno facendo impennare le emissioni in atmosfera dei gas-serra.

D’altronde essendo la pianta con la più alta produzione di olio per ettaro, se dovessimo spremere la stessa quantità di olio prodotto con un ettaro di coltura di palma, ne servirebbero almeno  5 per la coltura di olio l’arachide e ben 7 per quella a girasoli. Bisogna considerare inoltre il relativo utilizzo di acqua, pesticidi e fertilizzanti che aumenterebbero se coltivassimo colture diverse da quello di palma.

Adesso sta a noi scegliere responsabilmente!

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