Igiene Ambientale Management

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PLASTICA UNA RISORSA VALORIZZABILE

Anche sul territorio Sammarinese è stato già da tempo avviata la raccolta differenziata secondo il metodo P.A.P.  (porta a porta), inizialmente partiti solo pochi castelli sarà estesa per la fine del mese di Aprile/ 17 anche nelle zone di: Murata , Città, Miontegiardino, Faetano, Casole e Santamustiola.

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Le finalità di una raccolta di questo tipo sono quelle di responsabilizzare l’utente ad una più corretta gestione del rifiuto, generare una tariffazione della tassa ambientale equiparata al numero di ritiri al fine di cercare, responsabilizzando l’utente, di abbassare i costi in bolletta ed ultima ma non in ordine di importanza, accrescere la % dei materiali riciclabili per avviarli al loro ciclo di recupero in qualità di materie commerciabili o MPS (materie prime seconde).

I materiali delle raccolta differenziata vengono convogliati al centro di Multiraccolta di San Giovanni già suddivisi in base alla loro natura ed avviti al loro processo di recupero: carta, plastica,vetro,metalli, olio di frittura, scarti organici e medicinali scaduti.  Giunti in impianto vengono valorizzati al meglio grazie ad una selezione manuale preventiva per eliminare le frazioni non conformi più grossolane e ad un nuovo impianto d’imballaggio (riduzione volumetrica e confezionamento in balle) per carta e plastica.

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Considerato il periodo di crisi ed instabilità economica del paese è stato già fatto molto a favore dei materiali di risulta commerciabili, ma è possibile fare ancora meglio negli anni futuri installando un possibile impianto di selezione per i materiali plastici, e forse anche metallici, al fine di implementare la valorizzazione finale dei materiali esportati.

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Il quantitativo mensile di plastica raccolta sul territorio è di circa 45-48 tonnellate, ma il materiale conferito in impianto risulta essere una vera e propria miscela disomogenea di innumerevoli tipologie plastiche diverse tra loro per composizione chimica e non tutte recuperabili.

Facciamo un po’ di chiarezza distinguendo le varie tipologie plastiche.

Le plastiche vengono create mediante un processo detto polimerizzazione tramite componenti di greggio o gas naturale, sono distinte in due gruppi TERMOPLASTICI  e TERMOINDURENTI.

Le plastiche termoplastiche acquistano malleabilità sotto l’azione del calore possono formare prodotti che se nuovamente riscaldati posso essere ancora fusi e per questo sono riciclabili:

  • PET  Cod. recupero  1 – Polietilene tereftalato  viene  utilizzato per: bottiglie, film estensibile per alimenti, vaschette per alimenti.
  • PE-HD Cod. recupero 2 -Polietilene alta densità viene utilizzato per : flacconi detersivi, tappi in plastica, cassette per la frutta
  • PVC Cod. recupero 3 – Polivinilcloruro viene utilizzato per: serramenti, pellicola rigida per imballi, tubi dell’acqua potabile
  • PE-LD Cod. recupero 4 – Polietilene bassa densità viene utilizzato per: contenitori per uova, vaschette per prodotti alimentari preconfezionati
  • PP Cod. recupero 5 – Polipropilene viene utilizzato per: giocattoli,imballaggi sia rigidi, imballaggi flessibili come film estensibile per imballi industriali
  • PS  Cod. recupero 6 – Polistirene o anche EPS Polistirene espanso viene utilizzato per: stoviglie monouso a protezione termica (vaschette del gelato), isolanti industriali (termo cappotto).

I polimeri termoindurenti appartengono a quella categoria di materie plastiche che possono essere modellate una sola volta e se nuovamente sottoposte a riscaldamento si decompongono carbonizzandosi, sono difficilmente riciclabili se non per termovalorizzazione:

  • Poliuretano espanso  – utilizzato nella produzione di materassi ed imbottiture per arredo ma anche in forma rigida come isolante per edilizia e frigoriferi
  • Resine Melamminiche – utilizzate per la produzione di formica, mobili e piatti
  • Resine di Poliestere – utilizzate per piscine e coperture dei tetti
  • Resine di Vinilestere – utilizzate per la costruzione di serbatoi per l’acqua ad uso alimentare

Le materie plastiche così miscelate non vengono valorizzate al meglio perché non possono essere avviate al loro processo fisico-chimico finale di recupero se non prima separate per tipologia. Una linea di selezione anche manuale all’inizio del ciclo di riduzione volumetrica potrebbe permettere di differenziare le tipologie di plastiche riciclabili eliminando anche le frazioni non recuperabili che riducono notevolmente il valore di mercato. Così facendo le materie plastiche acquisterebbero un valore commerciale superiore, tale forse da poter ammortizzare i costi di selezione ed impiantistica.

Anche nel nostro piccolo la ricerca dell’eco-sostenibilità è un obiettivo che dobbiamo perseguire a tutti i costi per il bene delle generazioni future.

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